LICIA TROISI: «DEVO TUTTO AL SIGNORE DEGLI ANELLI»
Un'autrice GEN Z di mondi fantastici intervista la regina italiana del genere. Perché se temi e draghi cambiano, i capisaldi restano: come un certo Tolkien
Di Francesca Tamburini, su Robinson
Nel 2004, con Nihal della Terra del Vento, Licia Troisi si affacciava su un fantasy italiano ancora di nicchia. Ventidue anni dopo, il genere ha conquistato nuovi lettori, ma non tutti i pregiudizi sono scomparsi.
-Quando sono uscite le Cronache del Mondo Emerso, il fantasy era molto diverso da quello di oggi. Qual è stato il cambiamento più importante?
"L'essere parzialmente uscito dal ghetto. Il processo era iniziato da poco quando sono uscite le Cronache, ed è avvenuto soprattutto grazie al cinema, con i film del Signore degli Anelli e di Harry Potter.
Il fantasy in Italia esisteva anche prima, ma era un genere molto di nicchia, letto e scritto da pochissimi.
Di recente stiamo assistendo all'esplosione del romantasy: il rosa si è fuso con le trame fantastiche. Dal punto di vista della critica siamo rimasti un po' fermi, e il fantasy viene ancora percepito come una forma letteraria minore, indirizzata principalmente ai ragazzi".
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25/10/2026